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brutto e si, brutto e no
Una bella puntata sul brutto.
Nella puntata di oggi, il nostro Tommaso ha citato il libro di Umberto Eco Storia della Bruttezza, edito da Bompiani. E’ un libro che vi consiglio, se il tema del brutto vi interessa. Ci troverete un sacco di immagini e tante spigazioni divertenti. Così potrete disporre di un mezzo in più per rispondere alla domanda tormentone della giornata: il brutto è cattivo?Quando ho pensato di affrontare questo argomento mi è venuto in mente un altro testo di Eco, letto sul finire dell’università: Come fare una tesi di laurea. Si tratta di un saggio che non ha nulla di divertente e che ha l’unica funzione di aiutare il laureando nella giungla delle bibliografie e delle tabulazioni (per qualcuno di voi è o sarà una pietra miliare). Nel libro c’è un espisodio divertente che vale la pena ricordare. Uno studente va da Eco per chiedergli di laurearsi con lui. Alla domanda su cosa volesse laurearsi, il candidato risponde: la storia del simbolo nella cultura occidentale. Eco risponde: come dire? Brevi cenni sull’universo! Ecco, io mi sono sentito come questo candidato. Perché del brutto, come del bello, non si smette di parlare da quando l’uomo esiste e, credo, non si smetterà di parlare mai.Ma come si dice? C’è brutto e brutto. C’è il brutto delle favole e quello dell’arte. Il brutto architettonico e quello delle persone.E il brutto che conosci tu? Il brutto che senti, che vedi, che non vorresti conoscere né immaginare? Ecco anche di quel brutto si dovrebbe parlare.Lo so, vi chiedo scusa, i miei e quelli della punatata, pure se in tutta onestà, sono stati brevi, brevissimi cenni sull’universo.Ma potete fare qualcosa per allungare la fila degli illusi come noi…Andare alla mostra in corso al Vittoriano su Picasso (uno dei capostipiti dell’arte “brutta”); consulatre i cataloghi di Bacon, di Bosch, di Brueghel….leggere Eco oppure, semplicemente, fare tutto questo e dire la vostra.Marco.
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